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 Rassegna Stampa

Infoetica: lo chiede il Papa
Allarme per l'informazione utilizzata per fini ideologici e per la pubblicità ossessiva
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La Stampa, 24.01.08


  
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Paolo Centofanti

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 Intervista a Mons. Gianfranco Ravasi Minimize

Monsignor Gianfranco Ravasi, lei ha una grande esperienza nell'utilizzo innovativo e non mediato dei mezzi di comunicazione per comunicare la Chiesa e il suo messaggio. Quali possono essere i vantaggi e gli svantaggi della comunicazione nell'ampliamento dei confini e dei limiti della ragione e della razionalità e quale può essere un utilizzo innovativo o comunque opportuno a questo fine dei mezzi di comunicazione ?

E' facile immaginare subito l'elemento negativo, lo svantaggio, perché la televisione, soprattutto la televisione, che è il mezzo di comunicazione egemone ai nostri giorni, esige normalmente la brevità, la sobrietà, l'essenzialità; i venti secondi sono tante volte il massimo a disposizione per poter elaborare un discorso, e questo evidentemente comporta semplificazione, comporta persino alcune volte la banalizzazione dei temi, soprattutto quando si tratta di temi della razionalità, che sono particolarmente complessi ...

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 Intervista a Mons. Lorenzo Leuzzi Minimize

Intervista a Mons. Lorenzo Leuzzi alla conclusione del VI Simposio Europeo dei Docenti Universitari -  08.06.08

Mons. Leuzzi, dopo la conclusione del VI Simposio Europeo dei Docenti Universitari, può tracciare un bilancio dell'evento ?

"Al termine del VI Simposio Europeo dei Docenti Universitari, si può trarre un bilancio molto positivo, non solo per l'entusiasmo e il desiderio di collaborazione che si è creato tra i docenti universitari romani, e altri provenienti da 26 paesi europei, che qui erano presenti. Ma soprattutto in merito ai contenuti, perché è apparso dalle relazioni conclusive di questa mattina, che i docenti universitari, nella loro ricerca filosofica, hanno compreso che è necessario fare in qualche modo un passo in avanti rispetto ai tradizionali metodi di indagine filosofica. Anche il discorso del Santo Padre di ieri, ..."

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 Papa Benedetto XVI


"Il ruolo che gli strumenti della comunicazione sociale hanno assunto nella società va ormai considerato parte integrante della questione antropologica, che emerge come sfida cruciale del terzo millennio. In maniera non dissimile da quanto accade sul fronte della vita umana, del matrimonio e della famiglia, e nell’ambito delle grandi questioni contemporanee concernenti la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato, anche nel settore delle comunicazioni sociali sono in gioco dimensioni costitutive dell’uomo e della sua verità.

Quando la comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale, finisce per non tenere più in conto la centralità e la dignità inviolabile dell’uomo, rischiando di incidere negativamente sulla sua coscienza, sulle sue scelte, e di condizionare in definitiva la libertà e la vita stessa delle persone. Ecco perché è indispensabile che le comunicazioni sociali difendano gelosamente la persona e ne rispettino appieno la dignità. Più di qualcuno pensa che sia oggi necessaria, in questo ambito, un’ "info-etica" così come esiste la bio-etica nel campo della medicina e della ricerca scientifica legata alla vita."

Dal messaggio di S.S. Benedetto XVI per la 42ma Giornata delle Comunicazioni Sociali, 24 gennaio 2008

Link  testo integrale, sito Vaticano, italiano  -  full text, Vatican web site, english


  
 Mons. Claudio Maria Celli

 
"L'infoetica s'inserisce in quel bivio indicato nel tema della giornata (la 42ma Giornata delle Comunicazioni Sociali): «I mezzi di comunicazione sociale: al bivio tra protagonismo e servizio. Cercare la Verità per condividerla».

I media non devono essere autoreferenziali, promuovere se stessi secondo logiche che siano di volta in volta il profitto economico o il relativismo morale. Il Papa ci mette in guardia dal rischio che essi diventino «il megafono del materialismo economico e del relativismo etico». Sono derive da evitare, ed è possibile se si sceglie di mettersi al servizio della realtà. Da qui l'auspicio che i media raccontino la realtà quotidiana, siano trasparenza e interpreti accurati di quel che accade, anziché «creare» l'evento dal nulla."

Mons. Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali

Tratto dall'articolo "Dal bivio al ponte. L'impegno della Chiesa italiana nei media", del Notiziario Religioso del 6 maggio 2008
IN MISSIONE, Comunità Cattolica italiana di Gross-Gerau

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Notiziario Religioso di "In Missione"  


  
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